Ambientazione



L’anno di partenza è il 1777

Il Grande Brillamento e l’Oblio

Un paio di secoli, forse tre, dopo la Fine dell’Era delle Menzogne, i Circoli Rituali, inspiegabilmente (almeno per ora), brillarono all’unisono. Il risultato fu terribile: il loro potere venne quasi completamente azzerato, ed Elempos dovette fare quasi completamente a meno della Magia Rituale, affidandosi alle Arti ed alle Scienze. I Circoli Maggiori collassarono, ed i minori si chiusero per sempre. Il Nodo del Caos stesso tremò e si chiuse in una sottile colonna luminosa. Inoltre anche la memoria dei nomi dei luoghi è stata colpita: ora i Paesi, come le città, vengono chiamati in maniera simile ma in parte mutata: Elempos è il Mondo, Elavistol è l'Italia, Ferensia è la Francia e così via… Non solo queste sono state le conseguenze: una strana amnesia colse gli Elaviani, che arrivarono a dimenticare quanto era accaduto nei secoli a loro precedenti. Lentamente, la loro memoria sta tornando, ma è scomparsa definitivamente traccia dei secoli tra il Dodicesimo ed il Sedicesimo: non un documento scritto, non un monumento, non una traccia. La fine dell'Oblio non viene ricollegata a una data precisa, nè a un anno definito, perchè nella memoria della gente i suoi contorni sono sfumati. Elavistol rimase alla mercè delle memorie dei vecchi. Gli Elfi stessi subirono maggiormente questa maledizione, e molti di essi migrarono, non trovando nulla di significativo in Elavistol. Così la conoscenza venne perduta. Il computo degli anni rimase, anche se vi sono dei dubbi, dacchè si potè risalire alla datazione dalle lapidi nei cimiteri.

RAZZE NON UMANE:

ELFI: Un Elfo, di gran lunga più longevo di un umano, ha visto passare solo una o due generazioni rispetto al Medioevo. Un Elfo si mantiene con usi e costumi del 1100, e di norma NON utilizza armi da Fuoco. Gli Elfi sono ghettizzati, di norma, e tendono alla tranquillità ed all’auto-isolamento, nella foresta di Laurelorn. Per questo motivo, un PG Elfo che parta senza abilità legate alle armi da fuoco può aver normalmente accesso alle abilità di potere al loro costo di base.

THUL'FEN: Molti sono mutati, e contiuano a mutare, in Licantropi. Per questo motivo l’intera razza è malvista ed è costretta a darsi alla macchia, ed a vivere di brigantaggio, quasi mai in forma stabile.

ELFI OSCURI: Hanno tentato di ristabilire il culto di Lolt. Per gli stessi motivi dei Thul’fen, sono ritenuti Vampiri o Demoni, e sono costretti a nascondersi. Molti pensano che questa Razza non sia mai esistita ma che siano in realtà solo degli Elfi particolarmente malvagi. I pochi che ancora li pensano come una Razza a se stante dicono che erano alti e longilinei, malvagi, con la pella scura come la notte, i capelli chiari come la Luna piena e gli occhi feroci come quelli delle belve.

ORCHI: Furono scacciati da Elavistol, si sono organizzati e, visto il grande amore per la guerra, ora tornano dalla Teutonia come mercenari.

GOBLIN: Sono più piccoli e gracili degli orchi. I goblin non sono barbari e violenti, non ne hanno la stazza. Sono subdoli ed inaffidabili e solo i piu` decadenti fra i nobili usano averli come servi e giullari.

NANI, AMEGRIN: Sono bene integrati nella società umana, ci sono stati accoppiamenti misti ed è talvolta arduo distinguere un umano fuori dalla media da un Amegrin. I Nani sono alti genericamente poco più degli Amegrin, sono tuttavia molto forti e robusti e portano lunghe barbe folte e ben curate. La maggior parte delle loro città si trovano alle pendici dei monti o sotto e in genere preferiscono rimanere nei loro saloni sotterranei e gallerie. Il commercio con questa Razza è tuttavia molto fiorente difatti sono ormai molto diffuse le armi che hanno ideato, le quali si basano sull'utilizzo della polvere da sparo, da essi normalmente impiegata negli scavi.

LUBIAN: Nessuno sa di preciso da dove questa Razza provenga, ma tutti si ricordano di averli sempre visti in giro. Sono piuttosto rari e le loro usanze sono considerate molto strane ma sono abbastanza ben accetti ovunque. Solitamente leggermente più piccoli in statura degli Umani sono una Razza felinoide, hanno il corpo ricoperto di pelo e una lunga coda. Si muovo su due o quattro zampe e sono in grado sia di miagolare che di parlare.

DALMARIANI: Questa Razza barbara e estremamente violenta sembra che abbia quasi distrutto se stessa. Ormai di questa gente piuttosto simile agli umani ma con la pelle bianca con macchie scure intorno agli occhi e zanne e artigli al posto dei denti e delle unghie, non se ne hanno più notizie da molto tempo.

ESSERI FATATI Esseri Fatati, Folletti, se davvero girano e viaggiano per le città e i villaggi, foreste e pianure lo fanno con incredibile accortezza poichè nessuno da lungo tempo ricorda di averne visti. Alcuni li descrivono come specie di spiritelli piccoli e alati altri come esseri alti e longilinei con orecchie appuntite e fattezze delicate che tuttavia si dice nascondano un'animo crudele.

I giocatori sono tenuti a richiedere l'ambientazione specifica della Razza del personaggio che intendono giocare e l'approvazione del background prima dell'evento.

LE GILDE

IL CONCILIO DELLE GILDE: Non esiste più, ed è stato sostituito dal Concilio delle Corporazioni Mercantili, a cui partecipano inviati di varie professioni.

MAGHI: è divenuta la piccola città-stato di Valladaron. I PG che possiedano abilità di potere: Magia di partenza e che non abbiano familiarità con le armi da fuoco è probabile che abbiano studiato qui. Hanno una Milizia che difende la Città-stato. Non hanno più il potere di un tempo, ma sono di norma rispettati, in quanto custodi di un potere ormai quasi sparito.

INCANTATORI: la Gilda si è divisa in tre Chiese principali (Luce, Equilibrio, Oscurità) ed i culti all’interno di esse si sono mischiati. Gli Dei sono visti come manifestazioni particolari di uno dei tre Culti. Gli Incantatori hanno conquistato Firenze, e hanno fondato un Regno a nome loro: il Regno delle Tre Chiese. La Milizia che difende questi territori è l’Ordo Grifonis.

BARDI: hanno inventato la stampa. La Gilda si è divisa in molte Accademie degli Studi, che risiedono nelle principali città d'Italia.

ALCHIMISTI: hanno inventato la polvere da sparo.

L'alchimia è sempre stata abbastanza frammentata, ora con l'avvento della polvere da sparo ci sono stati degli scismi.

Mercanti di polvere: alcuni malignano dicendo che il loro fondatore era un semplice ladro che si impossesso di qualcosa che lui e tutti i suoi discepoli non hanno mai capito, sta di fatto che paiono essere più avvezzi al commercio ed al gioco politico e piu` degli esplosivi non trattano.

Alchimisti d'ombra: non si sa se esistano o meno, qualsiasi evento misterioso ai danni del clero o dei mercanti ha sempre una pista che conduce a misteriose sette, piste che si rivelano sempre vicoli ciechi… Molti furfanti e truffatori si fan passare per loro per vendere intrugli o garantirsi l'impunità.

Figli della Luna: non tutti i fatati e i thul'fen sono rimasti con le zampe a terra a subire gli eventi, alcuni, aiutati da alchimisti e guaritori sono riusciti a trovare metodi per difendersi dalle mutazioni e controllarne gli effetti sino a potersi mischiare fra gli umani per brevi periodi. Pare che si nascondano ad ogni livello della società.

ARMORIERI: si sono suddivisi: da un lato la Gilda è sopravvissuta in Mercanti e Giuristi, che ora ha il controllo totale del Concilio e delle Produzioni; dall’altro sono state fondate delle Accademie delle Armi nei vari Regni, ciascuna indipendente, dove possono essere apprese varie Arti di Combattimento. I Mercanti hanno costituito anche il primo Banco dei Mercanti Elaviani (Banca).

GEOGRAFIA POLITICA

L'Italia è divisa in Regni.

Nord (Piemonte-Liguria-parte della Lombardia): Regno di Torino, filo-francese (ma non troppo).

Nord (Parte della Lombardia-Emilia fino al Po-Veneto): Regno di Venezia, filo-teutonico (ma non troppo).

Nord (Milano e Lombardia centrale): città occupata dai Teutonici, alcuni irredentisti cercano il supporto dei Regni confinanti per liberarsi.

Nord (Emilia-Romagna): facente parte fino al Po del Regno delle Tre Chiese.

Centro: Regno delle Tre Chiese (Capitale: Firendhol; Milizia: Ordo Grifonis), in cui è presente la foresta di Laurelorn (indipendente)

Valladaron: Città-Stato dei maghi

Sud: Regno di Napoli

Isole (Corsica, Sicilia e Sardegna): Regni dei Pirati

L'Europa:

Regno di Francia

Regno di Spagna

Regno di Portogallo

Regno di Gran Bretagna

Regno di Danimarca

Regno di Norvegia

Regno di Svezia

Regno di Prussia

Regno di Polonia

Impero di Teutonia: è formato da due Principati, una Austriaco e uno Germanico.

Impero del Mar nero

Impero di Russia

Nel 1777, Tra Impero di Teutonia e Francia c’è guerra, in Italia non ancora.

IL NULLA

La posizione ufficiale delle Tre Chiese è che il Nulla è stato estirpato. In realtà esistono ancora solo poche sacche di resistenza.

IL NUOVO MONDO

E’ stato effettivamente scoperto nel 1492. Ma è difficile da raggiungere: per attraversare l’Oceano occorre il favore degli Dei (Navigazione notturna, rischi vari). Agaliel ha favorito gli Elfi che se ne sono andati verso “le terre ad Ovest” ed ha permesso che si orientassero con le Stelle. Molti sono partiti per il viaggio, in gran parte ci hanno rinunciato, pochi effettivamente hanno raggiunto il Nuovo Mondo, e in rarissimi casi c’è che sia riuscito a tornare indietro, tanto che il Nuovo Mondo è, di fatto, ancora avvolto nella leggenda.

ANTICHIA

Corrisponde geograficamente all'intero continente africano, è indistinta come è nel 1100.

L’ORIENTE

Così lontano culturalmente e geograficamente come nel 1100, commercia attraverso i Mercanti. Mentre gli Elfi sono andati verso „le terre ad Ovest“ del Nuovo Mondo alcuni Thul’fen ed altri esploratori hanno scelto le strade dell’Est. Nessuno sa che cosa sia capitato loro, con precisione…

MONETE E CAMBI

Ciascun Regno ha il suo Conio speciale, il Conio ‘comune’ a cui si usa riferire il valore del cambio è quello delle Tre Chiese. Ad ogni Concilio dei Mercanti viene reso noto il nuovo Cambio ufficiale a chi possiede l’Abilità “Valutare Moneta”.

REGNO DELLE TRE CHIESE: Ducati, Talleri, Fiorini. Viene mantenuto il nome ed il cambio in corso nel 1100, (le monete ovviamente sono un po’ differenti).

REGNO DI TORINO: Soldo di Torino (vale circa 1 fiorino e mezzo) REGNO DI VENEZIA: Bisante (vale circa 4 talleri e mezzo) REGNO DI NAPOLI: Lira (vale circa 2 talleri)

Molto spesso, quando si tratta di pagare ingenti somme, stanno diventando sempre più importanti le ‘note di credito’, emesse da nobili, possidenti garantiti e dalle banche. Alcune di queste note di credito sono garantite dal Regno dove sono state emesse, ed hanno valore effettivo di carta-moneta; altri sono semplici contratti. Ancora non esiste una legislazione univoca in merito, che le possa disciplinare.

LA STAMPA E LE ARTI

La Stampa si è diffusa rapidamente, e Riviste, Fogli ed Opuscoli sono spesso venduti da strilloni nelle strade e nelle piazze. Alcuni Regni esercitano una forte censura, altri sono più permissivi, ma questo è lasciato ai Borgomastri ed ai Signori locali, tanto che è possibile trovare città in cui è vietata qualunque tipo di pubblicazione non governativa, e città in cui le Società Segrete finanziano pubblicamente le loro Riviste. Il Teatro segue, grossomodo, lo stesso ragionamento. Le Compagnie Teatrali, spesso viste alla stregua di zingari, sono raramente tollerate, salvo che durante festività, carnevali ed in città permissive, o salvo uno stretto controllo dei loro testi.

APPROFONDIMENTI

Messa a fuoco su alcune città:

Regno di Torino

Marchesato di Bugella: L’industria tessile è nascente e molto fiorenti sono le attività manufatturiere. La città è in pieno sviluppo, anche se rimane di vedute alquanto ristrette. Bugella ha dato i natali ad un noto artificere di Torino e di recente ad un generale, fondatore di un Corpo di Assaltatori del Regno.

Rosazza: Nelle montagne accanto ad essa ci sono molte importanti miniere, da cui vengono estratti i reagenti principali per ottenere la Polvere da Sparo. Sotto a Rosazza c’è un grande accumulo di queste polveri, ed è per questo motivo che il Circolo non ha mai potuto essere Stabile. Il Circolo di Rosazza, proprio a causa della sua estrema instabilità, non ha quasi subito cambiamenti (se non una leggera perdita di potenza) durante il Grande Brillamento. Alcune società e corporazioni tramano per una maggior libertà ed un affrancamento dal Regno di Torino. Tra di esse, quella dei “Picapère” (scalpellini), che è stata recentemente controllata dall’Esercito Reale e tacciata di essere responsabile di alcuni omicidi nella zona. Le Società mantengono una fortissima influenza sulla zona ed hanno un potere sia economico che di rappresentanza molto ampio, pur essendo, di fatto, non ufficiali.

Emilia-Romagna (Parte dello Stato delle Tre Chiese)

Con un confine piuttosto vago nei dintorni di Modena, lo Stato delle Tre Chiese mantiene il proprio dominio sulla Romagna. Vero è che le singole città sono governate da Signori e Nobili locali che ben pochi legami hanno con Roma e Firenze, potendo permettersi di fare più o meno ciò che desiderano, nel rispetto delle tasse imposte dalle Chiese e dalle sporadiche comparsate ad hoc del Santo Uffizio, che sta minacciando recrudescenze con la recente dispersione di alcuni ordini monastico-religiosi per questioni economiche. La forma di controllo delle Tre Chiese è quello di Legazioni e Delegazioni, che controllano plurime Signorie e Ducati, anche se i titoli nobiliari sono pressochè privi di differenza se non nella tradizione.

Il Pontefice attuale e quello precedente devono alla terra di Romagna i loro natali, e questo pone Lugo, Faenza, Ravenna, Rimini e le città vicine sotto una particolare luce nei confronti delle Chiese. Il vicino Regno di Venezia, cuscinetto con la parte asburgica dell'Impero Teutonico, è un buon cuscinetto.

Cesenatico, Lugo, Faenza, Civitella, di recente hanno avuto un periodo assai fiorente di ripresa economica e monumentale delle città, a Faenza nuove scuole ceramiche hanno introdotto la Terraglia accanto alla Maiolica ed ai Bianchi Faentini, la scuola ceramica principale è quella dei conti Ferniani, di recente separatesi le botteche Benini e Ragazzini. A Faenza il nuovo, grande Teatro Masini è in costruzione. A Lugo il Pavaglione è stato ampliato, i Fratelli Malerbi hanno fondato una scuola di musica.

Fin dal XVI secolo, alla Rocca di Lugo, si rappresentavano intermezzi musicali ma queste attività diventarono più intense nel secolo seguente. All’ inizio del ‘ 700 si svolgevano delle rappresentazioni di piccoli drammi pastorali di composizione bolognese o romana. Questi spettacoli venivano allestiti in concomitanza con l’importante fiera commerciale di agosto-settembre. Questo portava vantaggi ad entrambi gli avvenimenti: il teatro si giovava della maggior presenza di forestieri in città e la fiera esibiva, come ulteriore richiamo, lo spettacolo d’opera. Lugo diffuse questo tipo di spettacolo in tutto la Legazione Romagnola: Bagnacavallo, a Faenza, a Imola , a Rimini e Rovigo. Domina quasi incontrastato il repertorio comico. Altrettanto feconda era l’attività musicale sul versante sacro.

A Cesenatico sono state bonificate di recente le antiche saline, a Civitella la situazione è stabile, migliorando tuttavia dalla crisi conseguente al Grande Terremoto del 1661, rimasto tuttora inspiegato, anche se sia le Tre Chiese, sia Valladaron hanno formulato plurime ipotesi.

Nonostante il ritrovato benessere, i furti nei campi sono sempre avvertiti; le pene sono dure anche nei furti minori. Continuano ad essere presenti contrabbando e banditismo, pubblicamente osteggiati, anche se talvolta non troppo nella pratica, dai Signori locali.

A Lugo di Romagna il Signore della Città è di gran lunga interessato alle proprie questioni che non alle grandi storie Italiane. Il suo governo è stato relativamente tranquillo, e l'impressione che se ne ha è che il Signore voglia proprio dare questa impressione, per limitare le ispezioni della Santa Sede e per mantenere i propri benefici.

Faenza ha subito varie angherie nei confronti del suo territorio e della sua gente durante gli scontri per la successione per il Ducato di Parma. La città è comunque ricca di iniziative monumentali: chiese principalmente, ma è in questa prospettiva che va considerato il progetto del vescovo Antonio Cantoni per la realizzazione di un grande Ospedale civico al posto della Rocca precedente all'Oblio. Quest'ultima viene senz'altro demolita nel 1753 e al suo posto, nel ‚62, viene inaugurato il nuovo nosocomio con annessa chiesetta, costruito su progetto dell‘architetto Giovan Battista Campidori. Altra importante opera pubblica è l'escavazione del Canale Naviglio. L'ardito progetto non è ancora completo nel 1777: il corso d'acqua, ora navigabile, collega Faenza al Po di Primaro e all'Adriatico e costituisce un'importante via di comunicazione e di commercio.

Storia elfica così come la conoscono gli eruditi del 1770

Anche gli eruditi Elfi non sono in grado di recuperare la memoria dei fatti accaduti durante l'Oblio, anche per loro è solo possibile fare congetture su quanto possa essere accaduto tra il dodicesimo secolo e il sedicesimo.

Il destino delle grandi personalità del passato è ignoto: Demetrius, Ancalimon, Gillian, Romensil sono scomparsi senza aver lasciato tracce della loro sorte.

-Grande Brillamento 1200 circa -Invasione del Calenorinedhel – restringimento della Cupola (Egida) (durante l'Oblio) -Ritorno in Areldar (le terre di origine degli Elfi, generalmente, ad Ovest) di parte degli Elfi (durante l'Oblio) -Scoperta delle Terre dell'Ovest 1492 -Creazione della Barriera protettiva di sortilegi a difesa di Laurelorn – verso il 1500 -Seconda dipartita degli Elfi – verso il 1500 -Presa del potere delle Chiese sui territori del Calenorinedhel – verso il 1500 -Messa al bando del culto di Agaliel – seconda metà 1500 -Acclamazione di Artanis Nolfirien Elenyel come Sovrana di Laurelorn – 1592

Anche il popolo elfico è ormai leggenda. La gente comune non sa più che aspetto abbiano queste creature, da molte e molte generazioni di uomini nessuno più ha visto un Elfo; ma è tuttavia credenza comune che ciò che è rimasto di questa gente dimori nelle foreste incantate di Laurelorn alle quali nessun viaggiatore si avvicina e i pochi che hanno hanno osato varcare i suoi confini narrano di strane visioni, di nebbie che li hanno improvvisamente avvolti facendo loro perdere il senso dell'orientamento, o raccontano di aver viaggiato per quelli che sembravano giorni interi sotto i suoi alberi dalle foglie verde-oro per poi accorgersi di ritrovarsi al punto di partenza.

Gli Elfi chiamano le terre in cui vivono Estelnor, ed al suo interno, nella selva che chiamano Caleorinedhel, la città più antica ha il nome di Calendhel. In questa città sembra che esista una biblioteca, e che essa possa verosimilmente contenere degli scritti riguadanti l'epoca dell'Oblio. Questa città è protetta da una potente barriera magica, che non permette a nessuno di passare all'interno di essa. Si narra tuttavia dell'esistenza di un potente artefatto che permette a chi ne sia in possesso di varcare la cupola, ma la sua storia è avvolta nel mistero ed esso appartiene ormai alle leggende.

Nessuno tranne loro stessi conosce la loro storia prima del secolo del Brillamento, quando molte antiche conoscenze sono andate perdute, e altre le hanno rimpiazzate.

Ròmensil Varyaldaron signore di Laurelorn, che governò gli Elfi durante la follia di Gillian e la venuta dell'Abominio, continuo a governare le Foreste Incantate fino alla sua scomparsa, di cui non si hanno notizie perchè ricadde durante l'Oblio.

Un'altra grande personalità elfica era Elenwe Tindòmerel Luctharien degli Isilnar, principessa e in seguito regina di Undòmenor (un territorio dell'Areldar) che fece parte della corte elfica che si creò attorno al sire Ròmensil assieme al principe Naira Alcarin Elendur del casato dei Mènèl Vagòr, Elros degli Ondonire e Aral’ar Linuitièn Niérènor e probabilmente altri di cui non ci è giunta notizia. Al momento l'unico nome dei Signori degli Elfi che rimangono in Italia che gli eruditi conoscono è quello di Artanis Ñolfirien Elenyel, figlia di Elenwe Tindòmerel Luchtarien degli Isilnar, acclamata Signora di Laurelorn, nel 1592, prima sovrana dopo l'Oblio.

Con il Grande Brillamento che pose termine a quella che veniva chiamata Magia Rituale e che segnò la dissolvenza dei Circoli Rituali, scomparve anche molta dell'energia di cui coloro che sono detentori di poteri arcani fanno uso, e così, venendole a mancare una buona parte del potere su cui si sorreggeva, la ‚Cupola‘ che era stata posta a protezione del Calenorinedhel si restrinse in un Egida a difesa della sola città di Calendhe; per cui i rimanenti territori dell'antico Ducato elfico vennero popolati anche da altre genti.

Si presume che, visti i loro regni decadere lentamente e considerando la fine dell'epoca della Magia come un segno, alcuni degli Elfi, fra il XII ed il XV secolo, abbiano deciso di tornare ad abitare nella loro Patria e abbandonarono così definitivamente queste terre.

Una seconda migrazione degli Elfi si ebbe dopo il 1492, anno in cui vennero scoperte delle terre ad ovest, oltre l'oceano. Molte Razze sono partite per quelle terre lontane tuttavia pochi sono quelli in grado di raccontarne il viaggio. Ma si crede che gli antichi dei abbiano favorito gli Elfi e che questi siano stati in grado di attraversare senza pericoli le acque fino a queste nuove terre dove si presuppone abbiano fondato altre città o regni.

Si fa anche risalire agli anni seguenti la scoperta di queste nuove terre d'oltre oceano la comparsa di una specie di barriera di sortilegi che è posta attorno alle foreste di Laurelorn come difesa.

Gli Elfi rimasti nel Caleorinedhel dopo tutti questi eventi erano pochi, tuttavia dei Regni che piano piano sono venuti a formarsi nei secoli solo le Tre Chiese hanno scelto di stabilirsi in quel territorio. Si sa che dopo aver preso il possesso del Ducato cercarono anche di entrare nella cittadella, tuttavia l'Egida rimasta a protezione non ne permise l'accesso, come continua fare tutt'ora. Gli esponenti delle Chiese non furono affatto felici di non poter avere accesso a tutto il sapere racchiuso nella città di Calendhel, e si dice che fu questo il motivo per cui venne messo al bando il culto di Agaliel, dea che da sempre aveva protetto e vegliato sugli Elfi.